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Napoli non è una carta sporca: Speciale sulle puntate girate a Palazzo Tufarelli Stampa
Il tema dell'esoterismo napoletano trova sicuramente la sua figura centrale in "Virgilio Mago", di origine medioevale, ma comincia molto prima con i misteri isiaci, legati alla cultura degli alessandrini che a Napoli costituirono una rilevante colonia. La figura del Dio Nilo che troneggia nell'omonima piazzetta è l'evidente simbolo di questa commistione di culture e riti. Ma tutta la zona che si estende dalla Cappella di Sansevero a Palazzo Corigliano, costeggiando piazza San Domenico e inoltrandosi in piazzetta Nilo è dominata da queste forze misteriose che si aggirano sui luoghi ove sorgeva il tempio di Iside, al di sotto del quale si dice che scorra ancora un fiume sotterraneo che influenza tutta la zona con la sua "forza buona" Strabone ci parla di una Partenope fondata dagli Euboi sulle coste di Cipro, poi della loro colonizzazione a Cuma; Plutarco, dal canto suo, ci dice come Lucullo – separando il Castrum lucullianum dalla terra ferma – avesse tagliato in due il Monte Echia e come l’operazione, costatagli più della stessa villa, gli avesse procurato il soprannome di Serse togato, per via che quello in modo simile aveva scavato il Monte Athos. E poi Livio, Plinio il giovane, tutti alternamente hanno parlato di Partenope o di Virgilio. Le mura di Pompei ancora oggi conservano – cristallizzate dalla cenere del 79 d.C. - versi delle opere del Vate, testualmente riportate o addirittura parafrasate, a testimonianza della popolarità che il suo autore poteva vantare già dal primo secolo della nostra era. Roberto De Simone ci introduce nei salotti-bene del periodo, alla presenza addirittura di Statilia Messalina, notando come il nome di Virgilio fosse al centro delle conversazioni, se non addirittura dotte, almeno alla moda, allo stesso modo in cui, in un analogo consesso di oggi, si citerebbero Freud o Sartre o Joice. Il prezioso testo di De Simone (pag. 18), ci testimonia l’inossidabilità dell’immagine virgiliana in frangenti oscuri (il sopravanzare dell’interesse verso l’Arte Retorica rispetto quella Poetica) che non risparmiarono personalità del calibro di Lucrezio, di Orazio od Ovidio. E’ il periodo decadente del poeta Frontone. Ma il mito di Virgilio, forse unico tra i suoi contemporanei, non molla. Il merito di ciò è naturalmente da accreditarsi alla versatilità del Nostro in entrambi i campi. Le sue opere furono presto commentate dai grammatici per essere utilizzate a fini di studio linguistico, e quindi ‘canonizzate'. E’ la messa in pratica della stessa flessibilità e riconvertibilità occupazionale della quale tanto si predica oggi. Naturalmente una tale personalità non poteva essere snobbata dai detrattori, e così Virgilio – in proporzione al suo genio – ne potette contare un largo stuolo. Si trattava di letterati di non somma levatura, quali Erennio, Anneo Cornuto, Quinto Ottavio Avito, Perellio Fausto ecc... Come prevedibile quegli strali, lungi dal procurare problemi al loro bersaglio, contribuirono soltanto a tener vivo e saldo l’interesse attorno alla figura del Poeta-oratore. Tutto si è detto di Virgilio per oltre mille anni. Tutto ed il contrario di tutto, eccezion fatta per quello che ci preme qui di indagare: l’intimo rapporto che ancora oggi – e probabilmente suo malgrado – lega la figura del Poeta con la città di Napoli. Siamo nell’anno del Signore 1160, quando tal Giovanni di Salisbury, a seguito di un suo passaggio per la Capitale del Regno, annota una curiosità ascoltata in loco: l’intervento di Virgilio Mago a beneficio della città, la cui aria era divenuta insalubre a causa della gran copia di mosche. Il cronista riporta come quel taumaturgo avesse fatto forgiare una mosca di bronzo, sotto l’influsso di una certa costellazione, e che ciò avesse fatto immediatamente allontanare le mosche vere dalla città. I misteri isiaci I misteri isiaci restano i piu' importanti e i più segreti di Neapolis . Iside era identificata nella luna e soltanto attraverso la conoscenza della forza trascinante dei riti lunari, praticati per lungo tempo dagli Alessandrini di Napoli - rituali notturni legati al nascere e al tramontare della luna - si può capire il grande amore dei napoletani per la luna e per la notte. Un'antica tradizione indica nei ruderi di una villa romana a Marechiaro (il Palazzo degli Spiriti) e a Posillipo (La scuola degli Spiriti )i luoghi di accadimenti misteriosi e di presenze notturne , che si testimoniano nei nomi stessi che la tradizione ha tramandato, grazie alla suola "spiritica" napoletana che operò delle evocazioni proprio in quei ruderi ove erano presenti quelle misteriose forze magnetiche che li caratterizzavano. Napoli non è una carta sporca, Prestigiacomo con Pino Daniele Il ministro Stefania Prestigiacomo e Pino Daniele presenteranno giovedi', alle 11,30, presso la sede del Ministero dell'Ambiente, nel corso di una conferenza stampa, l'iniziativa 'Napoli non e' una carta sporca'. Il cantautore partenopeo sara' testimonial di una campagna, patrocinata dal Ministero dell'Ambiente e promossa da Confindustria Campania in collaborazione con il Conai, finalizzata all'educazione ambientale e alla promozione della raccolta differenziata al riuso ed al riciclo dei rifiuti. Alla conferenza stampa prenderanno parte anche Luciano Morelli consigliere delegato per l'ambiente Confindustria Campania e Piero Perron presidente Conai. 'Ho accolto con grande piacere - spiega Stefania Prestigiacomo - l'invito di Pino Daniele a patrocinare questa azione di sensibilizzazione, questa grande operazione culturale che una delle voci piu' amate e seguite ha deciso di lanciare. E' una grande atto di amore verso Napoli e verso la Campania e conferma, se ce ne fosse bisogno, lo spessore civile di un artista che ha deciso di mettere la sua immagine al servizio di una battaglia di civilta' a favore della sua terra. Oggi piu' che mai - afferma il Ministro - c'e' bisogno della mobilitazione delle coscienze, soprattutto a Napoli, per superare questo periodo che ha messo in ombra la grande cultura e la grande bellezza di una Regione cui la natura ha fatto regali straordinari. Credo che dall'emergenza rifiuti si esca si' con i decreti ma, a medio e lungo termine, e' necessaria una presa di coscienza, una iniezione di responsabilita' per tutti al fine di acquisire la consapevolezza che ad una gestione moderna e 'normale' dei rifiuti si arriva anche attraverso comportamenti individuali che siano rispettosi dell'ambiente. Sono certa - sostiene Stefania Prestigiacomo - che l'impegno di Pino Daniele rappresentera' un apporto importante per il rafforzamento di questa nuova e piu' forte coscienza civile. Io considero questa iniziativa anche un grande contributo alle campagne di sensibilizzazione che stiamo programmando proprio su questi temi e che attueremo in Campania'. (Asca) Introduzione Buongiorno, mi chiamo Claudio Agrelli e dirigo la mia agenzia pubblicitaria, la Agrelli&Basta, a Napoli. Vi starete probabilmente chiedendo perché adesso sia un pubblicitario a parlarvi di emigrazione, perché una persona abituata a studiare dinamiche comunicative commerciali intervenga a parlare di una dinamica essenzialmente antropologica. L’emigrazione delle immagini Sono qui perché c’è una nuova emigrazione che preoccupa, oggi. Un nuovo fenomeno migratorio tutto napoletano: negli ultimi mesi poi, un boom senza precedenti. E’ l’emigrazione del degrado di Napoli. Nessuna illusione: il degrado resta, sono solo le immagini che emigrano. Immagini di una città fatiscente che partono da Napoli e vanno in giro per il mondo. Per giorni e giorni, durante la crisi dei rifiuti, le tv di tutto il pianeta hanno martellato sul “caso Napoli”. Poi la crisi è rientrata. Scomparsi i rifiuti dalle strade, Napoli è tornata ad essere normalmente sporca e noi siamo partiti tranquilli per le vacanze. Il degrado urbano ed umano Quand’ecco, al rientro, un’altra ondata di vergogna si abbatte su di noi. Il 31 agosto c’è la prima di campionato Roma-Napoli, ma i mezzi ferroviari alla stazione non sono sufficienti per le migliaia di ultras che vogliono partire. Rieccoli i delinquenti napoletani: li vedi in tv mentre requisiscono treni e terrorizzano passeggeri, sbeffeggiano la polizia e devastano vagoni ferroviari. Li conosciamo. Appartengono alle stesse orde che prima delle ferie appiccavano il fuoco ai campi rom e ai cassonetti dei rifiuti, caricavano i Vigili del fuoco e gettavano pietre contro i Carabinieri. Le cronache registrano quelle immagini. Meno male. Come in una sorta di malsana sineddoche, è questa la parte simbolica che i mass media hanno scelto per rappresentare il “tutto”, l’intera città. Il guaio è che nei servizi televisivi, sullo sfondo delle strade devastate, vengono spesso ripresi o intervistati napoletani scelti con cura tra i più rozzi e i più incivili. Quasi a dimostrare che al degrado urbano corrisponda un degrado umano. Partenopei e napoletani Gentili signore, gentili signori, sapete cosa vi dico? Se loro sono napoletani, allora noi siamo partenopei! Con questo slogan –quasi un grido di chiamata a raccolta- quattro mesi fa ho fondato Città di Partenope. Chi vive la quotidianità di Napoli, sa che i Partenopei non sono la minoranza, non sono necessariamente un èlite, anzi; sono molti di più di quel che si immagina. Per questo vogliamo rappresentarli, vogliamo contare quanti siamo. Piace subito l’idea di rifondare una città e di tracciare linee di confine. Seduce il progetto di lasciare fuori non solo camorra e microcriminallità, ma anche volgarità e malcostume. Nasce così una sorta di Second Life in cui ogni giorno arrivano nuovi cittadini. Ne sono arrivati quasi 600, tra giovani, professionisti, imprenditori, giornalisti, studenti, professori mamme e papà, tutti animati dallo stesso desiderio di riconquistare le regole della convivenza civile, i comportamenti educati, abbandonando anarchia e sporcizia, disordine e colpevoli tolleranze. Città di Partenope è la voglia di distinguersi da tutto questo e di riprendersi in mano il proprio destino. E’ il desiderio di non sentirsi mortificati quando andiamo in giro per il resto d’Italia e del mondo. Città di Partenope è un’identità. E’ un vestito messo addosso a un sentimento. Esiste già nel cuore di migliaia e migliaia di persone. Per questo coinvolge, contagia, calamità, avvince. Perché CdP & Emigrazione: il codice etico Il tema di chi è costretto ad abbandonare la propria terra, la propria città, di chi va a cercare la propria vita altrove, è il punto centrale di tutti i nostri pensieri, è il cuore dei nostri sentimenti, è la ragione del nostro agire quotidiano e di tutti i nostri sforzi, a Partenope. Ed ecco che riemerge nuovamente il nesso tra pubblicità ed emigrazione: Napoli è una grande campagna pubblicitaria fatta male. Queste immagini negative, critiche ed estreme allontanano le coscienze e minano il senso di appartenenza civica, soprattutto in quei cittadini già lontani geograficamente. Città di Partenope nasce per restituire ai cittadini il giusto nesso simbolico, offuscato dalla rappresentazione mediatica parziale della nostra città. Perché offre attraverso la condivisione di un codice etico e comportamentale, promosso grazie al sito web che abbiamo realizzato su una piattaforma e-community, una soluzione per chi, proprio come gli emigranti partenopei, vuole affermare la propria identità distinguendola da ciò in cui non ci si riconosce. Un esempio? “Non tradire mai un’attesa, né deludere chi ti ha dato fiducia” ma anche “se per strada hai una carta da gettare, mettila in tasca finché non incontri un cestino”. Comportamenti elementari -come si vede- che già ci appartengono, ma che la quotidianità convulsa nella quale viviamo ci porta a volte a trascurare. Conclusione In un mondo dove lo spazio-tempo è compresso, il concetto di frontiera esiste ormai solo nella mente; ed è la nostra mente a tracciare il confine tra Partenope e Napoli, tra noi e “gli altri”: stavolta, l’altrove per gli emigranti vogliamo essere noi, Città di Partenope. Vi ringrazio per l’attenzione, spero di vedervi presto su Città di Partenope.it! Si chiamerà Partenope e sarà una nuova Napoli online sullo stile di Second Life.Il progetto, ideato dal pubblicitario Claudio Agrelli, prevede un codice etico per tutti gli iscritti. Sarà questo infatti l’unico impegno che i cittadini della nuova Napoli dovranno ripettare per avere una vera e propria carta d’identità della città.Quindi si parte da comportamenti elementari, tipo se per strada hai una carta da gettare, mettila in tasca finché non incontri un cestino. “Perché a Partenope” dice Agrelli “si lavora per sviluppare la cultura civica, il senso della legalità e dello Stato“.Partenope sarà presentato stasera alle 19.20 a Napoli in via Toledo 256.Il sito della nuova Napoli è già online, ma solo da stanotte sarà possibile diventare cittadini a tutti gli effetti.L’idea, come nel caso di SpazzaMap, è sicuramente interessante e può lanciare, nel suo piccolo, un messaggio importante nei confronti di chi ha permesso che Napoli diventasse ciò che è ora.Come dice Agrelli: “Napoli è una grande campagna pubblicitaria fatta male. Cambiamola insieme“.
 
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