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Napoli: una campagna pubblicitaria fatta male ( Seconda Parte) Stampa

La puntata girata all'intero del Palazzo Tufarelli a Napoli ha avuto come ospiti:

Amato Lamberti è docente di Sociologia della devianza e della criminalità, presso la Facoltà di Sociologia dell'Università "Federico II" di Napoli. Ha fondato e diretto l'Osservatorio sulla Camorra della Fondazione Colasanto. È stato Assessore alla Normalità del Comune di Napoli, dal 1993 al 1995, e Presidente della Provincia di Napoli, dal 1995 al 2004. Nella televisione italiana, per alzare l'audience di un programma informativo basta metterci Napoli e aggiungere a piene mani la camorra. Lo share schizza alle stelle. L'esempio migliore ce lo ha dato il servizio su "il pane della camorra", che ha trattato un problema che da tempo meritava maggiore attenzione: la panificazione abusiva in condizioni igienicamente inaccettabili… … Non si capisce -o meglio, si capisce bene- perchè infilarci dentro la camorra e gonfiare tutti i numeri, quasi a farlo diventare un business milionario in euro. I forni abusivi sono centinaia e non migliaia; producono ciascuno meno di un quintale di pane; usano farine per la panificazione che si trovano in commercio. Il pane "abusivo" la gente lo compra non perchè costa un poco meno ma perchè è cotto a legna e, non sapendo nulla delle condizioni in cui viene lavorato e prodotto, ricorda il pane che si faceva in casa, quando quasi tutti erano contadini. Se facesse schifo dal punto di vista del sapore e della qualità non lo comprerebbe nessuno, statene certi. Gianfranco Bellissimo: un cittadino di Partenope, Ernesto Caccavale (Napoli, 22 agosto 1963) è un politico, imprenditore e giornalista italiano, portavoce di Forza Italia in Campania, membro del movimento politico Riformatori Liberali e già parlamentare europeo. Inizia giovanissimo a collaborare per alcuni organi d'informazione (Canale 21, Canale 8, Napoli Oggi, Napoli Notte, Radio Radicale, Reporter, L'Opinione ecc.) e già nel 1986 è Giornalista Pubblicista. Nel 1988 viene selezionato per il Master in Comunicazione di Publitalia '80 e si trasferisce a Milano dove lavora nel Gruppo Fininvest dal 1989 al 1994 nel marketing dei programmi e della pubblicità. Giornalista Professionista dal 2000, è amministratore di due Società di comunicazione a Napoli e a Roma che si occupano in particolare di piani media per le aziende. È opinionista della TV della Libertà. Giornalista portavoce regionale di Forza Italia  Claudio Agrelli Pubblicitario fondatore di Città Partenope " http://comunedipartenope.it/ Prof. Rosario Cerciello Docente di Lettere antiche saggista ed autore di un progetto di comunicazione e di marketing del territorio campano intitolato APIS CIBUSPROJECT Anna Paola Merone Giornalista del Corriere del Mezzogiorno tramite il vicedirettore Francesco Durante, si è molto interessata a Città di Partenope e le ha dedicato una prima pagina.  Amato Lamberti è docente di Sociologia della devianza e della criminalità, presso la Facoltà di Sociologia dell'Università "Federico II" di Napoli. Ha fondato e diretto l'Osservatorio sulla Camorra della Fondazione Colasanto. È stato Assessore alla Normalità del Comune di Napoli, dal 1993 al 1995, e Presidente della Provincia di Napoli, dal 1995 al 2004. Giornalista pubblicista, è autore di libri, ricerche, studi, saggi su fenomeni di devianza e, in particolare, sulla camorra ex Presidente della Provincia di Napoli, ora Professore di Sociologia alla Federico II ed editorialista del Corriere del Mezzogiorno; Nella televisione italiana, per alzare l'audience di un programma informativo basta metterci Napoli e aggiungere a piene mani la camorra. Lo share schizza alle stelle. L'esempio migliore ce lo ha dato il servizio su "il pane della camorra", che ha trattato un problema che da tempo meritava maggiore attenzione: la panificazione abusiva in condizioni igienicamente inaccettabili… … Non si capisce -o meglio, si capisce bene- perchè infilarci dentro la camorra e gonfiare tutti i numeri, quasi a farlo diventare un business milionario in euro. I forni abusivi sono centinaia e non migliaia; producono ciascuno meno di un quintale di pane; usano farine per la panificazione che si trovano in commercio. Il pane "abusivo" la gente lo compra non perchè costa un poco meno ma perchè è cotto a legna e, non sapendo nulla delle condizioni in cui viene lavorato e prodotto, ricorda il pane che si faceva in casa, quando quasi tutti erano contadini. Se facesse schifo dal punto di vista del sapore e della qualità non lo comprerebbe nessuno, statene certi.

 
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